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    July 16

    Portobello Road, Portobello Road (8)

    G O O D B Y E.
    Non ci rivedremo per quindici giorni, o forse qualcosa di più.
    Pensavo di andarmene via felice... Entusiasta della tanto attesa partenza... Tremante dall'emozione...
    Tutto rovinato...
    Non riuscirò a salutare personalmente molti di voi. Mi dispiace. Ormai avete imparato che quando ci sono di mezzo io le cose non vanno come dovrebbero. E come vorremmo.
    Vi voglio bene. Vi voglio tantissimo bene. Mi mancherete da morire.
    Mi raccomando, fate ammodo... Ci si rivede ad agosto.
    Sempre che io non prenda la suina.
     
     
     
    Riposa in pace, Daniel.
     
    July 04

    Viareggio tra le fiamme dell'Inferno.

     
    Da un pò volevo aggiornare il blog, che non tocco da tanto tempo.
    Mi dispiace farlo trattando di un argomento così triste, ma del quale devo... voglio parlare.
     
    ~
     
     «Il disastro ferroviario di Viareggio del 29 giugno 2009 è stato un grave incidente ferroviario verificatosi a causa del deragliamento del Tremo Merci 50325 Trecate-Gricignano e dalla successiva esplosione di una cisterna contenente GPL nei pressi della stazione di Viareggio.

    Poco prima di mezzanotte il Treno merci 50325 Trecate-Gricignano, col suo convoglio di quattordici carri cisterna contenenti GPL deraglia, per cause ancora in fase di accertamento ma probabilmente per il cedimento del carrello del primo carro cisterna che trascina fuori dai binari altri quattro carri. Solo dal primo carro, la cui cisterna viene sfortunatamente perforata da un picchetto di segnalazione posizionato lungo la massicciata, fuoriesce il gas GPL che al contatto con l'ossigeno e alla prima possibilità d'innesco ha prodotto la tremenda esplosione. I danni sono immediati e l'esplosione causa 22 vittime e decine di feriti di cui molti in condizioni gravissime a causa delle ustioni, e a quasi 72 ore dall'evento si contano ancora 3 dispersi. Il deragliamento si è verificato in corrispondenza del sovrappasso pedonale che scavalca il fascio binari Sud della stazione ferroviaria, collegando Via Burlamacchi con Via Ponchielli. Il gas sembra essersi propagato in direzione di quest'ultima via, nella cui area si registra infatti il maggior numero di vittime, feriti e di edifici danneggiati. Nei giorni successivi è stato abbattuto lo storico sovrappasso ("la passerella") per i gravi danni riportati dallo stress termico.

    Attualmente, la causa più probabile dell'incidente è attribuita al cedimento strutturale di un asse del carrello del primo carro deragliato. La prima foto pubblicata sembra confermare che l'incidente sia stato provocato dalla rottura dell'asse nella zona d'intaglio per fatica ciclica a flessione rotante. La sezione resistente si era ridotta del 90% circa. L'asse ha cominciato a cedere circa 500 metri prima dal luogo dell'esplosione, accertato da evidenti righe lungo il binario destro.»
    [tratto da Wikipedia]
     
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     E' martedì mattina. Il compleanno della mia Marghe. Provo a chiamarla per farle gli auguri, ma il telefono di casa non funziona. Dopo vari tentativi mi accontento di scriverle un messaggio, spiegandole anche che "l'avrei chiamata ma il mio telefono fa lo stronzo".
    Poco dopo mia madre mi chiama direttamente sul cellulare. Mi spiega che ha provato a casa ma il telefono non funziona.
    "Comunque, Chiara... A Viareggio è successa una tragedia. Un treno ha deragliato nei pressi della stazione, ci sono 14 vittime. Sul giornale c'è scritto 6, ma tuo padre mi ha detto 14. No, non trasportava passeggeri: credo trasportasse un qualche gas infiammabile che ha fatto esplodere un vagone".
    Chissà perchè, prendo la cosa con leggerezza. Forse perchè non ho ben capito dove è avvenuto il disastro.
    A pranzo accendiamo la televisione, ci sintonizziamo sul telegiornale.
    E allora vedo. Comprendo. E il cuore mi si riempe di orrore.
    Fisso lo schermo, mentre mio padre commenta e mia madre cerca di zittirlo. Fisso lo schermo, non credo ai miei occhi.
    Viareggio... Viareggio... la mia bellissima Viareggio è...
    "A Viareggio l'estate sembra essere finita." dice una voce alla televisione.
    ...è in fiamme.
     
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    «Gentile redazione di Affaritaliani.it, mi chiamo Laura e vivo a Viareggio.
    Ho 27 anni e, nonostante non sia più una bambina non riesco a smettere di piangere ormai da questa notte. Vi scrivo per esorcizzare un po' la paura delle ore passate, pensando che magari raccontare quest'esperienza terribile mi farà sentire un po' meglio. Scusate, ricomincio dall'inizio... sono un po' confusa: sapete, nessuno ha chiuso occhio stanotte, qui a Viareggio.

    Quando abbiamo sentito il boato era quasi mezzanotte, io ero pronta ad andare a dormire dopo aver telefonato al mio fidanzato (che sta a Roma per gli esami dell'università). In casa c'erano sia mio padre che mia madre. All'improvviso abbiamo visto una luce intensa, arancione, e l'aria è diventata caldissima e piena di fumo. Siamo corsi alla finestra e abbiamo visto il cielo illuminato quasi a giorno.

    Da casa mia (abito in zona piazza Mazzini, vicino al capolinea dell'autobus) la stazione si vede abbastanza bene, anche se (per fortuna) non è proprio vicino: la vedo solo da una finestra, in fondo al viale. Dopo poco abbiamo iniziato a sentire esplosioni e ho capito solo tempo dopo che erano le macchine parcheggiate in strada che esplodevano a causa dell'incendio. Siamo rimasti impietriti davanti alla finestra tutti e tre, io e i miei genitori fino all'alba, senza quasi mai parlare. Abbiamo visto le ambulanze che passavano a sirene spiegate, i pompieri che andavano avanti e indietro.

    C'era gente per la strada, qualcuno gridava, alcuni piangevano. C'era il panico, insomma. Non ho parole per descrivere le senzazioni che provavo. Mi sembrava di essere dentro a uno di quei film di guerra... Apocalypse Now direi. Solo che non era un film. E poi abbiamo sentito che c'erano diversi morti. L'Apocalisse era vera, solo che invece dell'odore del napalm (quello del film, vi ricordate?) si sentiva quello della plastica bruciata. Una tragedia.»
    [tratto da affaritaliani.it]
     
     Tantissimi pensieri mi attraversano la mente: domenica scorsa io ero in stazione... mi bastava poco per vedere la passerella pedonale che adesso sta andando a fuoco... io e la Nicoleta abbiamo camminato per quelle strade domenica... nella piazza del comune... le tende... da dove partì il corteo di protesta, dove c'è il cinema... noi eravamo al cinema sabato e domenica... Oddio... chi ci vive lì? Chi ci vive?! La Cindy... no, lei sta dall'altra parte della stazione, non dovrebbe... La Mello. Oddio, la Mello. Lei vive lì, cazzo. Vive lì! La Giulia... anche lei abita vicino alla stazione...

    Piango. Piango e tremo dalla paura.

    "Ci sta qualcuno che conosci?" mi chiede mio fratello, che mi porge un fazzoletto. "Sì... cioè, non lo so..."

    Penso a tutti coloro che conosco a Viareggio. Sconvolta mi accorgo che non so dove vivono molti di loro.

    Il terrore è grande, troppo grande.

    Corro nella mia stanza e piangendo strappo il cellulare dal caricabatteria. Dopo essermi assicurata di avere abbastanza credito per una lunga telefonata chiamo la Cindy.
    Mi risponde dopo pochi squilli. Il sollievo mi fa singhiozzare.
    "Cindy... Stai bene?" "Certo che sto bene!"
    Mi racconta la sua esperienza della scorsa notte. "Ero su Messenger con la Debora quando comincio a sentire dei botti. Credevo fossero tuoni e ho pensato ma vaffanculo, io domani volevo andare al mare! Dopo però sento dei colpi molto più forti. Un altro incidente su quel dannato incrocio? Mi sono affacciata alla finestra e... il cielo era rosso. Ho visto le fiamme divampare, ho sentito le esplosioni... lo spavento è stato forte. So che nessuno della nostra classe abita in quella zona... La Mello? Ah, l'Elisa! La conosco. No, so che sta bene. La Budy... l'ho sentita prima. Sta lontanissima dalla stazione, non ti preoccupare. Non mi ha detto nulla, quindi penso che anche i suoi amici stiano bene."
    Chiamo anche la Nicoletta, sicura che lei sappia qualcosa di più. E non mi sbaglio.
    "Cluzzy... Hai visto? Ti rendi conto che noi eravamo lì l'altro giorno? Questa mattina mia madre è uscita prima per andare a lavoro. Se n'è andata senza dirmi nulla, tranne un misero A Viareggio è successo un incidente. Ho acces la tv, ho seguito i TG, televideo... Non mi sono mai staccata dalla televisione. No, mia madre non si trova in quei reparti... Mi ha chiamata tre volte stamani, c'è un casino assurdo all'Ospedale Versilia. So che tutti quelli che conosciamo sono furoi pericolo, ho chiamato la Cindy prima... La Budy è a casa, è tornata da Genova. La Mello! L'ho sentita su MSN, sta bene. Anche se aveva le fiamme sotto casa. Sai chi c'era lì? Diego. Quello scemo è andato a vedere perchè era curioso, non si è fatto nulla però. C'era anche la Chiara... ha visto tutto. Mi ha contattata: ha visto gente che correva, chi nuda, chi in pigiama, chi in fiamme... Ha visto delle persone bruciare vive, Cluzzy... Ho visto la morte in faccia prima di morire, mi ha detto. "
     
     
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    «Viareggio, il disastro era scritto già due anni fa. O almeno così sembra secondo i dati forniti nel rapporto del 2007 dall'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie. Tutto scritto, nero su bianco. L'ente indipendente ha il compito di garantire che ciò che circola sui binari italiani sia a norma di legge e perfettamente funzionante ne denuncia i difetti.
    "Tutti i tecnici che stanno esaminando sono concordi su un'univoca causa: il cedimento strutturale" del carro che ha provocato l'incidente a Viareggio. Afferma Alberto Chiovelli presidente dell'Agenzia Nazionale della Sicurezza Ferroviaria (Ansf),  ascoltato dalla Commissione Lavori Pubblici del Senato. "Come è noto - spiega Chiovelli che annuncia l'avvio di un'inchiesta da parte dell'Agenzia - l'immatricolazione è stata fatta in Germania, ora si sta esaminando la storia del carro". Occorre vedere se "tutte le procedure sono state rispettate". Eppure a distanza di due giorni i colpevoli non sono ancora stati trovati. E la palla rimbalza da Ferrovie che "non si sente colpevole di ciò che è successo" alla Gatx, la multinazionale americana proprietaria dei vagoni merci.
    L'unica cosa che si sa, dunque, è che la strage di Viareggio è la cronaca di un disastro annunciato. In effetti negli ultimi tempi gli episodi negativi si sono moltiplicati. Nella sola Toscana, ad esempio, la strage di Viareggio è stata anticipata da analoghi cedimenti strutturali prima a Vaiana e poi a San Rossore.»
     [tratto da affaritaliani.it]
     
     Ascoltavo la radio ieri, come sempre. C'era lo Zoo di 105. Un ragazzo, sopravvissuto de L'Aquila adesso mobilitato alla raccolta di fondi per la ricostruzione della città, ha detto: "Tragica fatalità, secondo i TG: l'Aquila e Viareggio sono state tragiche fatalità. Non è vero."
    Ho parlato con mia madre, che con un'espressione disgustata mi ha raccontato: "Mi ricordo che la prima cosa che dissero sull'incidente fu che i macchinisti non avevano nessuna colpa. E invece! Sembra che quel pezzo famoso che ha provocato il deragliamento sia ceduto molto prima di Viareggio. Hanno trovato le rotaie semidistrutte, dei pezzi in cemento divelti. Significa che il treno è stato trascinato per diverse centinaia di metri prima di uscire completamente dal binario. Per di più, il vagone esploso è il primo, quello dietro la cabina di pilotaggio. Hanno detto che i macchinisti sono allenati a riconoscere ogni tipo di suono... Com'è possibile che non si siano accorti della rottura? E meno male che non era colpa dei macchinisti..."
    Tragica fatalità.
    Cazzate.
    Intanto la mia Viareggio piange...
     
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    «Vogliamo il tintinnar di manette. Vogliamo i responsabili. Vogliamo arresti, avvisi di garanzia, registro degli indagati e tutto l'armamentario. E non perché siamo giustizialisti, ma perché vogliamo giustizia. Il ministro Matteoli, l'ad di ferrovie dello Stato Moretti, l'assessore toscano alla Protezione civile Betti. Sono tutti d'accordo: "L'asse del carro del vagone esploso a Viareggio non ha retto, era corroso dalla ruggine". Responsabilità della Gatx, l'impresa statunitense proprietaria del vagone che è saltato per aria? Responsabilità delle Ferrovie dello Stato che permettono il passaggio di treni con sostanze pericolosissime a 300 metri dalle abitazioni? Non interessa, non è questo il punto. Il punto è che occorre portare in carcere i responsabili.
    Saltiamo le responsabilità legali, i cavilli burocratici, il manierismo avvocatesco, le pastoie legislative. I cittadini devono poter vivere tranquilli e prendere il treno senza che esploda tutto. Occorre una responsabilità morale che spinga qualcuno a mettere dentro i colpevoli della strage.
    Di fronte a questa tragedia che ha colpito persone innocenti in una tranquilla sera di fine giugno, uomini e donne che dormivano o passeggiavano nella notte vicino alla stazione, non ci sono scuse, non ci sono leggi che tengano. Siamo noi i frodati e voi i colpevoli. E attendiamo i nomi.»
    [tratto da affaritaliani.it]
     
    Mi chiamo Chiara. Vivo a Pietrasanta, un paese che si trova a pochi chilometri da Viareggio.
    Non sono stata coinvolta direttamente nella tragedia: non ho conoscenti o parenti tra le ventidue vittime, non ho subito danni di alcun tipo.
    Ma Viareggio è per me più casa del luogo in ci vivo. Conosco bene Viareggio e molte persone che vi vivono. Passo a Viareggio praticamente ogni istante libero della mia vita.
    Come persona, come me stessa, come italiana sulla carta d'identità e non nello spirito... pretendo giustizia.
    Non voglio bugie. Non voglio false promesse. Non voglio persone inette che si passano la patata bollente.
    La mia terra non deve piangere più.
     
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    Avrei scritto prima quest'intervento.
    Ma sono rimasta senza Internet e telefono per quattro giorni.
    Mi scuso con tutti quelli che hanno lasciato dei commenti e non hanno ricevuto risposta.
    Intanto avete capito perchè il mio telefono faceva lo stronzo?